lunedì 20 agosto 2007

LA FAMIGLIA LAZZARO: tutti i discendenti

Carlo Làzzaro, da bambino partì per gli Stati Uniti dove imparò a parlare l'ìnglese. Ritornò in Patria per fare il servizio militare. Dopo compiere con l'Italia emigrò per l'Argentina. Carmela Megna partì dall'Italia da molto bambina, ai due o tre anni, con i suoi genitori e forse alcuni dei suoi fratelli per via paterna.
Carlo Làzzaro e Carmela Megna si conobbero a Buenos Aires, in Argentina e si sposarono nel mese di febbraio di 1915.
Dal loro matrimonio nacquero sette figlie: Anna (1916), Giulia (1918), Aida Chiara (1921), Elsa (1923), Emma (1926), Maria Angela (1928) e Nellida (1930). Nel 1920 nacque Francesco Antonio ma morì da fanciullo.
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Anna si sposò con Raúl Oscar Bianchi (argentino, di origine italiana) ed ebbero due figli: Carlos Américo e Marta Adelaida. Carlos Américo si sposò con Martha ed ebbero quattro figlie: Gabriela, Lorena, Florencia e Ileana. Gabriela, sposata, ha due figli: Lisandro e Valentina; Lorena, sposata, ha due figli: Milagros e Gastón; Florencia, sposata, ha due figli: Camila e Martina.
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Giulia si sposò con Pasquale Dotro (italiano, da Ricadi) ed ebbero tre figli: Carmen, Jorge Alberto e María Julia. Carmen, sposata con Diego, ha due figli: Martín e Lucas. Jorge Alberto, sposato con Cristina, ha quattro figli: María Andrea, Mariano, María Valeria e Paula. A sua volta, María Andrea ha due figli: Facundo e Pedro, e Mariano altri due: Agostina e Santino. María Julia, sposata con Juan Alberto, ha quattro figli: Federico, Juan Pablo, Belén e Patricio. Tutti hanno assunto la cittadinanza italiana. Carmen parla l'italiano.
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Aida si sposò con Raúl Tomás Buscio (argentino, di origine italo-spagnola) ed ebbero due figli: Mónica Teresita e Luis Alberto. Mónica, sposata con Martin, ha tre figlie: Silvina, Alejandra e Guadalupe. Luis Alberto, sposato con Eugenia, ha tre figli: Martina, Joaquín e Valentín.
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Elsa si sposò con Alejandro Nespral (argentino, di origine spagnola) ed ebbero un figlio, Bernardo. Avvocato, ex-magistrato, fu il primo di tutta la famiglia ad assumere la cittadinanza italiana e parla l'italiano.
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Emma si sposò con Pedro Domingo Conno (argentino, di origine italiana) ed ebbero due figli: Juan Carlos e Daniel Alberto. Juan Carlos, sposato con María, ha tre figli: Santiago, Tomás e Juan Ignacio. Daniel, sposato con María Ester, ha due figli: Diego e Agustina. E da Diego, Joaquín. Daniel e i suoi figli hanno assunto la cittadinanza italiana.
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Maria Angela si sposò con Carlos Putruele (argentino, di origine italiana) ed ebbero tre figli: Ana María, Carlos Daniel e José Luis. Carlos Daniel, sposato con Graciela, ha quattro figli: Carlos, María Paula, Matías e Franco. José Luis, sposato con Carolina, ha quattro figli: Agustina, Belén, Candelaria e Felipe. Ana María è médico, specialista in neumonologìa.
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Nellida si sposò con Alfredo Francisco Carlevarino (argentino, di origine italiana) ed ebbero due figlie: Patricia Nélida e María Laura. Patricia, sposata con Luis, ha due figli: Cecilia e Federico. María Laura, sposata con Ramón, ha tre figlie: Belén, Luján e Guadalupe.

Siti turistici della Calabria

Video Calabria, filmati delle più belle cittadine turistiche calabresi
Video della Calabria. Video rappresentanti i luoghi e i costumi, le coste, le cittadine turistiche con i propri centri storici, le spiagge e il mare ...www.tropeaholiday.it/video-calabria.htm - 13k -

sabato 18 agosto 2007

LA CALABRIA: TROPEA, RICADI ED I SUOI DINTORNI

Estrema regione del Sud d'Italia, non corrisponde alla percezione che di essa hanno i contemporanei. Solo al tempio dello splendore culturale magno-greco percezione e realtà coincidevano: l'archeologìa e la letteratura antica ne hanno consacrato la veridicità.
La Calabria è la punta dello stivale. Si protende fra il mare Tirreno e il mare Ionio come un bastione montuoso, fatto di rocce in buona parte granitiche. L'Appennino Calabrese s'innalza fin quasi a 2.000 m, troppo poco per essere dotato di un manto perenne di ghiacci, come le cime alpine, ma abbastanza perchè le copiose precipitazioni degli inverni mediterranei ricoprano di neve le sue sommità arrotondate ed i suoi altopiani.
Ai due mari mille torrenti portano un tributo d'acqua e di alluvioni, costruendo brevi pianure litoranee ai piedi delle pareti di roccia. Quì ci si immerge in acque incredibilmente limpide, dotate di meravigliosi colore tra il verde e l'azzurro: le stesse tinte e profumo dei boschi della montagna e del cielo sovrastante.
In tempo molto lontano il territorio fu dimora dai greci, cartaginesi, romani, bizantini, arabi, normanni, fenici, saraceni che hanno lasciato tracce del loro passaggio in strutture, costumi e lingua. Ricadi, fino al 1799, fu un villaggio di Tropea, e dopo, con decreto 4 maggio 1811 fu istitutita come comune.
Purtroppo in un paesaggio di tanta bellezza la natura è stata poco prodigia di risorse economiche verso l'uomo. La Calabria è la più povera delle regioni italiane, ed è quella dove l'emigrazione è stata più intensa.
Per noi la Calabria era rappresentata dai "paesi" vicini a Capo Vaticano: Tropea, la ben chiamata "Perla della Calabria" con il balcone sul mare vedendo Santa María dell'Isola, Ricadi con le sue spiaggie scendendo dalla montagna, Barbalaconi, Spilinga, Coccorino, Coccorinello, Nicotera; nomi che tutti hanno sentito ma pochi dei discendenti di Carlo Lazzaro e Carmela Megna hanno avuto la soddisfazione di conoscere.
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Il dialetto calabrese:
È certamente uno dei dialetti più ricchi di influenze linguistiche: latino, greco, saraceno, arabo, spagnolo, tedesco, francese, che hanno lasciato tracce assolutamente trascurabili e talora di difficile interpretazione. Un dialetto che con sicurezza ha cambiato col passo del tempo. Per le figlie di Carlo e Carmela il dialetto calabrese era il loro quotidiano, e le maggiori di esse lo capivano. I nipoti soltanto ricordano alcune parole e delle parolaccie: màmmata (tua mamma), paita (tuo padre), sòreta (tua sorella), ciucciariello (asino, ciuco), non saccio niente (non so niente).
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Cibi e dolci:
Fra i cibi sono sempre ricordati le tagliatelle della "nonna" Carmela; fatti a mano e tagliati col coltello. I tipici peperoncini e il capicollo e la soppresata. Fra i dolci: bocconotti, chjinullille, ccu-ri-ciciri, cicirata, cumpìttù, giurgiulena, ccu-mele-ficu; ed altri fatti con miele e dei confetti.
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San Antonio di Padova, protettore della Calabria:
Preghiera: "Ricordati, o Signore, della Tua perenne misericordia e, per intercessione di S. Antonio nostro protettore, degnati di aiutarci e consolarci. Benedici le nostre famiglie e il nostro lavoro, vieni in soccorso alla nostra debolezza tenendo lontane le malattie e i pericoli dell'anima e del corpo, nell'ora del dolore e della prova aiutaci a rimanere forti nella fede e nel Tuo amore. Esaudisci, o Dio, questa preghiera, te la presentiamo con fiducia perchè avvalorata dalle preghiere e dai meriti del nostro caro Santo. Amen".